Frequently Asked Questions

Che cos'è la Tutela SIMILE?

La Tutela SIMILE è una particolare tipologia di contratto di fornitura di energia elettrica di durata di 12 mesi non rinnovabile. Tale contratto, pur basandosi sul mercato libero, è composto da condizioni contrattuali definite dall'Autorità, obbligatorie e omogenee per tutti i venditori. Le condizioni economiche saranno analoghe a quelle del servizio di Maggior Tutela, ma con la riduzione di un bonus una tantum - qualora il contratto perduri per tutti i 12 mesi - diverso da fornitore a fornitore, che verrà applicato nella prima bolletta. Per tale ragione le offerte di Tutela SIMILE sono facilmente confrontabili tra loro e con il servizio di Maggior Tutela.

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A chi è diretta?

Tutti i clienti domestici e le piccole imprese, attualmente serviti in Maggior Tutela, possono scegliere il contratto di Tutela SIMILE, autonomamente o con l'aiuto di un una Associazione dei consumatori o Associazione di categoria per le piccole e medie imprese accreditate presso Acquirente unico, detti Facilitatori. 

 

Come si può aderire ad una offerta di Tutela SIMILE

Il contratto di Tutela SIMILE è un contratto web, che si può stipulare con il fornitore, in maniera intuitiva solo attraverso il sito www.portaletutelasimile.it , gestito da  Acquirente Unico dal 1° gennaio 2017. Sul sito, il cliente potrà scegliere in modo facile tra le  offerte commerciali dei fornitori ammessi, semplici e standard, ordinate in funzione del valore del bonus una tantum offerto dai venditori.

 

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Quanto dura?

Il cliente potrà aderire alla Tutela SIMILE fino al 30 giugno 2018 e il contratto avrà una durata massima di 12 mesi.

 

Quali sono le condizioni contrattuali

Le clausole contrattuali sono definite in rispetto alla regolazione dell’Autorità in materia di Codice di Condotta Commerciale e Codice del Consumo, obblighi dei venditori del mercato libero, trasparenza del servizio di fatturazione, qualità del servizio di vendita. Non sono consentite, da parte del Fornitore, variazioni unilaterali né clausole contrarie allo schema previsto. Il contratto di ogni fornitore ammesso è scaricabile sia dalla pagina dedicata alle offerte che dal sito del medesimo fornitore.

 

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Chi sono i Facilitatori?

Il cliente finale può aderire autonomamente o con il supporto delle Associazioni dei Consumatori aderenti al CNCU e delle associazioni rappresentative delle PMI che hanno aderito al protocollo d’intesa con AEEGSI ai sensi della deliberazione 549/2012/E/com che si sono accreditate per operare come facilitatore della Tutela SIMILE.

 

Domestici

 

ACU - ASSOCIAZIONE CONSUMATORI UTENTI

ADICONSUM

ADOC

CASA DEL CONSUMATORE

CENTRO TUTELA CONSUMATORI E UTENTI -CTCU

CITTADINANZATTIVA

CODICI

FEDERAZIONE CONFCONSUMATORI - ACP

FEDERCONSUMATORI

LEGA CONSUMATORI

MOVIMENTO CONSUMATORI

MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO

U.DI.CON - UNIONE PER LA DIFESA DEI CONSUMATORI

 

Non Domestici

 

CNA

CONFARTIGIANATO

CONFCOMMERCIO

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Qual è il compito dei facilitatori?

Informare i clienti circa le caratteristiche e il funzionamento della Tutela SIMILE e le opzioni disponibili al termine del contratto. Aiutare i clienti nella comprensione delle offerte di Tutela SIMILE e nella comparazione rispetto al servizio di Maggior Tutela. Coadiuvare i clienti nell’accesso alla Tutela SIMILE mediante il sito e nella conclusione online del contratto, che può essere effettuata anche direttamente dal facilitatore in nome e per conto del cliente finale, secondo le stesse modalità delineate per la generalità dei clienti.

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Cosa succede dopo?

Alla scadenza del contratto il cliente potrà scegliere se rimanere con lo stesso fornitore sottoscrivendo una nuova offerta di mercato libero oppure potrà stipulare un contratto di mercato libero con un fornitore diverso. Resta salva la facoltà del cliente finale di richiedere di rientrare nel servizio di Maggior Tutela. In caso di mancata conclusione di un nuovo contratto, il cliente finale resterà con il fornitore ammesso alla Tutela SIMILE per altri 12 mesi, con le stesse condizioni contrattuali ed economiche, ma senza il bonus una tantum. Se dopo 12 mesi non avrà fatto alcuna scelta, gli saranno applicate condizioni contrattuali ed economiche di mercato libero in base ad una struttura standard definita dall'Autorità detta Offerta PLACET. 

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Quali venditori partecipano alla Tutela SIMILE?

I venditori che possono proporre offerta in Tutela SIMILE sono esclusivamente quegli esercenti che rispettano i requisiti individuati dall’Autorità con deliberazione 369/2016/R/eel.

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Trattamento del bonus una tantum ai fini dell’applicazione dell’IVA

Nell’ambito della Tutela SIMILE, alcuni fornitori ammessi hanno formulato all’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico richieste di chiarimento circa il trattamento dello sconto erogato ai clienti finali che accedono alla Tutela SIMILE nella forma di bonus una tantum.

Al fine di garantire la trasparenza e la confrontabilità delle offerte di Tutela SIMILE, l’Autorità, con comunicazione 29 dicembre 2016, prot. 39033, ha provveduto a formulare un quesito di chiarimento al Ministero dell’Economia e delle Finanze e all’Agenzia delle Entrate.

A seguito della suddetta richiesta, con comunicazione 6 aprile 2017, prot. Autorità 13619, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la corretta qualificazione giuridica del c.d. bonus una tantum è di uno sconto previsto contrattualmente che, ai sensi dell’articolo 15 del d.P.R. n. 633 del 1972, va a ridurre la base imponibile ai fini dell’IVA. Non si tratta pertanto di una mera erogazione di denaro in favore del cliente finale, svincolata dai consumi di energia elettrica.

A sostegno di questa soluzione, l’Agenzia delle Entrate osserva in primo luogo che la deliberazione 7 luglio 2016, 369/2016/R/eel chiarisce in più punti che il corrispettivo applicato ai clienti del servizio di Tutela SIMILE deve essere inteso al netto di uno sconto fissato da ciascun operatore; è irrilevante in proposito il dato terminologico dell’uso dell’espressione ‘bonus’ in luogo ‘sconto’.

In secondo luogo risulta evidente dalla disciplina complessiva dell’istituto che il bonus si sostanzia in un abbattimento del quantum complessivamente dovuto nell’arco di 12 mesi da ciascun cliente. Depongono in questo senso sia la previsione in base alla quale la parte del bonus che eventualmente ecceda l’importo dovuto nella prima bolletta dovrà essere calcolato nella determinazione della seconda bolletta, e così via, sia la regola della restituzione percentuale del bonus in una serie di casi di cessazione anticipata del contratto di Tutela SIMILE.

Nei casi da ultimo menzionati, precisa l’Agenzia delle Entrate, il fornitore, all’atto del recupero del bonus percentualmente non spettante, dovrà obbligatoriamente, ai sensi dell’articolo 26, comma 1, del d.P.R. n. 633 del 1972, emettere una fattura integrativa per l’ammontare dello sconto già concesso e non spettante.

Il fornitore dovrà, altresì, annotare la fattura nel registro delle fatture emesse per il versamento dell’imposta addebitata al cliente.

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